A causa delle imponenti opere di pianificazione urbana effettuate a partire dal XVI secolo da parte della Corte Sabauda, Torino ha conservato pochi monumenti appartenenti all'epoca medioevale e rinascimentale. Tra questi si possono annoverare:
Epoca barocca e neoclassica
Tra i monumenti di Torino più noti anche all'estero sono da citare l'ottocentesca Mole Antonelliana, simbolo incontrastato della città, che ospita il Museo nazionale del cinema (il principale d'Europa); il Palazzo Reale(antica dimora dei duchi ed in seguito dei re di Casa Savoia); la rinascimentale Cattedrale di San Giovanni Battista del XV secolo (celebre in quanto custode della Sacra Sindone); il Museo Egizio (il secondo più importante al mondo dopo quello de Il Cairo); la Galleria Sabauda (significativa raccolta di dipinti); Palazzo Carignano (progettato da Guarini e sede della Camera dei deputati del Parlamento italiano) e l'imponente Palazzo Madama. Quest'ultimo in particolare merita attenzione in quanto situato nel vero centro sociale e geografico della città; le sue porzioni più antiche risalgono addirittura all'epoca romana (si tratta di due delle quattro torri, ora inglobate nella facciata).
Originariamente si trattava della porta sud, trasformata in castello nel Medioevo con l'aggiunta di due torri; fu rimaneggiato più volte, in particolare all'inizio del Settecento, quando venne dotato di una facciata ad opera di Filippo Juvarra.
La città di Torino e i suoi dintorni sono abbelliti dalle numerose residenze sabaude, Patrimonio dell'umanitàdell'UNESCO, come la Palazzina di caccia di Stupinigi, la Villa della Regina, i castelli del Valentino, di Agliè, di Racconigi, di Rivoli di Moncalieri, di Govone e la Reggia di Venaria Reale.
Una caratteristica di Torino è costituita dai portici che si sviluppano per oltre 18 km dei quali circa 12 sono interconnessi. I primi portici risalivano al Medioevo ma è a partire dal XVII secoloche si cominciò a costruire i portici monumentali tuttora presenti. La prima testimonianza è l'ordinanza di Carlo Emanuele I di Savoia del 16 giugno 1606 in merito alla costruzione di piazza Castello secondo il progetto di Ascanio Vittozzi che comprendeva portici attorno a tutta la piazza. Anche nel progetto di piazza San Carlo di Amedeo di Castellamonte di qualche anno successivo erano previsti portici tutt'attorno. Negli stessi anni Filippo Juvarra costruì i portici di porta Palazzo. Nel 1765 Benedetto Alfieri ebbe l'incarico di rifare i portici di piazza Palazzo di Città mentre nel corso del XIX secolo si aggiunsero quelli dell'attuale piazza Vittorio Veneto, piazza Carlo Felice e piazza Statuto. Le due stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa vennero congiunte con un percorso porticato attraverso Corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Sacchi, via Nizza, via Pietro Micca e via Cernaia. Il portico che unisce piazza Castello con piazza Vittorio Veneto attraverso via Po sul lato sinistro fu progettato in modo tale da proseguire anche nell'attraversamento delle vie per permettere al re di giungere fino al Posenza bagnarsi in caso di pioggia.
Numerosi sono gli edifici di culto presenti nella città di Torino. Si tratta, nella stragrande maggioranza, di chiese cattoliche. Se si escludono le numerose chiese moderne costruite ex novo dopo la seconda guerra mondiale a seguito della forte espansione abitativa della città, conseguente il grande flusso immigratorio degli anni cinquanta e sessanta, la maggior parte delle chiese di Torino sono state costruite nei secoli XVII e XVIII; lo stile architettonico prevalente è il barocco ma non mancano esempi di stile rinascimentalee neoclassico o di commistioni fra uno di questi ed il barocco (tipo facciata neoclassica e corpo barocco).
Alla progettazione e realizzazione delle opere relative hanno contribuito architetti di chiara fama, fra i quali:
Erano inoltre presenti in Torino i cimiteri, ora non più in uso:
Il Teatro Stabile di Torino, dichiarato Teatro Nazionale[48], è la principale istituzione pubblica dedicata al teatro nella città di Torino. Fondato nel 1955, secondo in Italia dopo il Teatro Stabile di Milano, gestisce le produzioni stagionali del Carignano, del Gobetti e delle Fonderie Limone di Moncalieri.
A Torino sono presenti 49 mercati rionali. Sebbene non sia la città che ne ospita il maggior numero, il record è tuttavia costituito dal fatto che sono fissi, aperti tutti i giorni e dislocati in tutti i quartieri. I più importanti per ampiezza e giro d'affari si svolgono in via Onorato Vigliani, in piazza Benefica, in corso Svizzera, in Corso Racconigi e in piazza Barcellona.
Il mercato più famoso è Porta Palazzo(Pòrta Pila in Lingua piemontese), che è il mercato all'aperto più grande d'Europa.
Ogni sabato nei pressi si tiene il Balon, un grande mercato all'aperto dell'usato, che la seconda domenica di ogni mese diventa Gran Balon, in cui si vendono anche oggetti di antiquariato.
Nel 2011 il regista torinese Daniele Gaglianone ha realizzato il film documentario Uomini e mercati centrato sui mercati di Porta Palazzo, piazza Benefica e corso Spezia.
In contrasto ad una prima impressione della zona centrale e ai vecchi pregiudizi sulla città grigia e industriale, Torino è una delle città italiane con più verde pubblico per abitante. Su una superficie cittadina di 130 km², vi sono infatti ben 21,37 km² di aree verdi: il che vuol dire che ogni abitante dispone di circa 23,6 m² di verde. In città sono presenti 60.000 alberi lungo le strade e 100.000 alberi nei parchi. In più, grazie a un indice di verde visibile del 16,2%, Torino si piazza al tredicesimo posto tra le diciassette città con più alberi nel mondo.
È inoltre la prima città italiana, tra quelle con più di 500.000 abitanti, per quanto riguarda la quota di raccolta differenziata dei rifiuti, giunta nel 2014 al 42,2%.
L'igiene urbana e la raccolta rifiuti sono gestiti dal 1969 da Amiat, società che si occupa anche del recupero ambientale della Discarica Basse di Stura, di cui la parte più vecchia - esaurita nel 1983 e con una superficie complessiva di 300.000 m² - è diventata parco fluviale, nota come Parco urbano della Marmorina.
Via Francigena (TO)
Per Torino passa la Via Francigena, ramo del Moncenisio. L'itinerario, fra i preferiti nel Medioevo, valicato lo spartiacque Francia/Italia al Colle del Moncenisio, giunge dalla Valle di Susaterra delle grandi abbazie come Novalesa, Sacra di San Michele e Sant'Antonio di Ranverso e passando per Torino tende a Chivasso e quindi a Vercelli, dove si congiunge con l'altro ramo della Francigena, quella del Colle del Gran San Bernardo.
